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L’Eliodomestico, il distillatore solare che depura e desalina l’acqua marina

11 Nov

Eliodomestico

Funziona come una grande caffettiera al contrario. Ideale per le zone aride e con poca energia elettrica.

Il design ricorda gli oggetti artigianali dell’Africa subsahariana o i vasi di terracotta utilizzati dalle donne indiane. Ed è proprio per gli abitanti delle zone aride e desertiche che il designer italiano Gabriele Diamanti, 31 anni, ha ideato l’Eliodomestico, semplice ma funzionale distillatore che sfrutta il calore dei raggi solari per depurare e desalinizzare l’acqua marina, salmastra o inquinata.

UNA CAFFETTIERA AL CONTRARIO – «Già durante la tesi avevo progettato un apparecchio simile», spiega Diamanti. Nel corso degli anni, dopo un impiego nello studio del designer giapponese Makio Hasuike, questo giovane appassionato di viaggi e di ingegneria si mette in proprio, apre uno studio tutto suo «con altri soci» e ritira fuori dal cassetto il suo progetto di laurea per perfezionarlo. «L’Eliodomestico funziona come una grande caffettiera al contrario, con la caldaia in alto e l’uscita del vapore in basso», racconta. «La struttura è costituita da un contenitore di metallo nero, dove mettere l’acqua». E se il colore scuro del contenitore permette al liquido di raggiungere una temperatura di 90 gradi «l’acqua si purifica. Ma cosa più importante evapora e, grazie a una leggerissima sovrapressione, scende verso il basso lungo un tubicino. Proprio come una caffettiera a testa in giù». Una volta che il vapore scende viene intrappolato nel coperchio conico di una ciotola posta sul fondo del vaso. Anche in questa fase il materiale chiave è il metallo. Che permette al vapore di condensarsi ritornando sotto forma liquida, senza la salinità iniziale e dunque potabile e adatto agli usi domestici.

LICENZA OPEN E SENZA FINI DI LUCRO – L’anno scorso Gabriele Diamanti ha iscritto il suo progetto al Prix Emile Hermès 2011. «Sono arrivato in finale, ma non ho vinto. Ora, dato lo scarso interesse che può rappresentare a livello economico, cerco di diffonderlo nei Paesi meno sviluppati e colpiti dalla siccità attraverso le organizzazioni non governative e iscrivendolo ai concorsi ad hoc», sottolinea. L’Eliodomestico è infatti ideato per le popolazioni della zone dove l’acqua è più preziosa dell’oro. «Può essere utile a chi abita sulla costa e dunque sfrutta l’acqua del mare. Poi ho pensato anche all’India dove molte falde sono “contaminate” dalle acque marine. O alla Cina dove numerosi pozzi o corsi, come il Fiume giallo, contengono sali d’arsenico». Altro aspetto interessante è l’approccio dell’invenzione. Sostenibile in tutti i suoi aspetti. Sia per la realizzazione e per la diffusione. «Molti ritrovati vengono calati dall’alto sulle comunità, senza tener conto della loro formazione culturale e del loro gusto. E per questo motivo non funzionano». Ecco spiegato perché il design dell’Eliodomestico richiama le linee dell’artigianato locale africano o indiano e può essere fabbricato in loco essendo progettato con materiali semplici.

RISPARMIO ED EFFICIENZA – Il distillatore è stato realizzato al cento per cento con materiali artigianali, tra cui metallo e terracotta. Ed è molto semplice da usare: al mattino si riempie il contenitore ermetico superiore con acqua marina, salmastra o sporca. Alla sera si raccoglie dalla bacinella inferiore la produzione di acqua pulita, evaporata e ricondensata durante il giorno. Infine all’acqua distillata si può aggiungere una piccola quantità di sale per migliorarne le caratteristiche e i benefici per la salute. Inoltre permette un risparmio notevole. Se infatti con i sistemi tradizionali si riescono a depurare 3 litri al giorno per un investimento iniziale di 100 dollari, l’Eliodomestico consente di eseguire la stessa operazione per 5 litri al giorno a un costo di 50 dollari. Conclude Diamanti: «Sono partito osservando la scarsa efficienza dei depuratori tradizionali basati sul vetro. Sostituendolo con il metallo ho aumentato la differenza di temperatura necessaria al processo di condensazione. E a parità di superficie irradiata l’Eliodomestico è risultato tre volte circa più efficiente».

Fonte: Corriere.it

 
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Pubblicato da su 11 novembre 2011 in Uncategorized

 

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