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Entro il 2025 un bambino su tre sarà africano

21 Nov

E i minori di 18 anni saranno un miliardo in più. «Ma i bambini non votano, le risorse saranno usate per gli anziani»

Entro il 2025 la popolazione mondiale arriverà a 8 miliardi. La soglia dei 7 era stata superata poco più di un anno fa. Il nuovo miliardo sarà composto di bambini, il 90% dei quali nato nelle regioni meno sviluppate del pianeta. Di più: una persona ogni tre fra quelle che nasceranno nel 2025 sarà africana. Nel 1925 questo rapporto era di 1 a dieci. E ancora: per quanto India e Cina continueranno ad avere una quota significativa della popolazione mondiale, sarà la Nigeria il paese ad avere il maggiore incremento in assoluto della propria popolazione inferiore ai 18 anni, con ben 31 milioni di bambini in più e un incremento del 41% tra il 2010 e il 2025. Ma sempre in Nigeria avverrà un decesso su otto tra quelli che a livello mondiale si registreranno tra i minori di 18 anni.

LE PROIEZIONI – Queste proiezioni sono contenute nella ricerca «Generazione 2025 e oltre», curata da Danzhen You e David Anhony e pubblicata in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia, che si celebra in tutto il mondo il 20 novembre, anniversario della firma della Convenzione Onu sui diritti dei bambini. Numeri che prefigurano uno scenario mondiale particolarmente preoccupante, sia perché saranno le nazioni del Sud del mondo, quelle con le maggiori difficoltà economiche e sociali, a registrare gli incrementi maggiori (solo gli Stati Uniti, tra quelli che faranno segnare una crescita della percentuale di bambini tra la propria popolazione, rappresenteranno i Paesi più ricchi), sia perché si porrà il problema di come organizzare le risorse in società che tendono ad un sempre maggiore invecchiamento.

GENERAZIONI CONTRO – La crescita della vita media, fanno notare all’Unicef, «aumenterà la pressione per destinare le risorse alle fasce che non comprendono i bambini». «I bambini – sottolinea Danzhen You – non votano e le loro voci non vengono ascoltate quando i governi devono prendere decisioni sui finanziamenti». «Sono cambiamenti fondamentali e senza precedenti – aggiunge David Anthony – ed è importante come il mondo si preparerà ad affrontare l’agenda post-2015. Dobbiamo fare tutto il possibile perché questi bambini abbiano ogni possibilità di sopravvivere, svilupparsi e raggiungere il loro pieno potenziale».

Fonte: Corriere.it

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Pubblicato da su 21 novembre 2012 in Uncategorized

 

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