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Four For Africa in Senegal

Sono da poco rientrati i volontari dell’associazione dall’ultimo viaggio in Senegal, utile per monitorare l’avanzamento dei progetti FFA in corso e smistare il materiale inviato tramite container e giunto a destinazione.

Il Centro di Maternità di Sebikotane è stata dotato di una culla termica, fondamentale per accogliere il neonato subito dopo il parto, e di ulteriore materiale socio-sanitario che si aggiunge a quello già inviato nel precedente container.

Guarda le foto del viaggio

Il restante materiale inviato è stato trasportato presso il distretto sanitario di Djourbel, principale progetto dell’associazione, inaugurato all’inizio del 2012 e attualmente operante per assistere gli abitanti dell’area circostante, ed in parte donato alla fondazione “Servir le Senegal” di Mme Macky Sall.

Per maggiori informazioni e per chi fosse interessato ai viaggi di FFA

info@4forafrica.it

 
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Pubblicato da su 8 ottobre 2012 in Uncategorized

 

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E’ on-line il nuovo sito di Four For Africa!

Foto, video e informazioni sulle attività dell’associazione e tutti gli aggiornamenti sulle iniziative promosse.

www.4forafrica.it

Guarda il video dell’ultima esperienza in Senegal dei volontari dell’associazione:

 
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Pubblicato da su 23 Maggio 2012 in Uncategorized

 

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Il sistema della divinazione Ifa

La divinazione Ifa è un complesso sistema di interpretazione rituale, al fine di ottenere informazioni provenienti dal soprannaturale, e ritenute inacessibili, capace di prevedere il futuro di un singolo o di una comunità. Essa trae origine dal popolo Yoruba (popolo della Nigeria e aree limitrofe del West Africa) e oggi è costituita da un ricco compendio di testi e di formule matematiche che sono alla base della divinazione. Non vi è azione collettiva che non venga preceduta dalla divinazione capace di anticiparne il futuro. A seguito della tratta atlantica degli schiavi, che ha visto molti Yoruba trasportati di forza verso il nuovo continente, oggi la divinazione Ifa è praticata anche nella Americhe. In particolare nelle isole Caraibiche (Cuba e Haiti in testa), dove sono presenti comunità della diaspora Yoruba. La divinazione Ifa ha influenzato non poco le pratiche rituali come la santeria e la macumba, che appartengono al centro-sud America.
Semplificando molto (lascio a chi ha voglia di approfondire questo tema complesso alcuni link) a fornire la divinazione è Orunmila, una figura mistica che appartiene alla ricca platea di semidivinità chiamate Orisha e che costituiscono la complessa cosmogonia del popolo Yoruba. Esso che è di fatto un oracolo, viene evocato da un “sacerdote”, chiamato babalawa(letteralmente “padre dei segreti”), il quale interpreta i segni attraverso un complesso sistema di tavole – alcune risalenti al XVII secolo –  e testi. Il corpo letterario, chiamato odu è suddiviso in 256 parti, a sua volta suddiviso in versi chiamati ese (circa 800 per ogni odu).

La divinazione Ifa è stata, nel 2008, iscritta tra i Patrimoni Immateriali dell’Umanità, tutelati e salvaguardati dall’UNESCO. Di fatto sin dal periodo coloniale la divinazione fu fortemente osteggiata (anche, e soprattutto, per motivi religiosi) e di conseguenze il sapere era rimasto nelle mani dei soli anziani e le giovani generazioni stavano inesorabilmente abbandonando tali pratiche. L’intento dell’UNESCO è quello di tutelare un complesso sapere (che abbraccia l’intera sfera delle conoscenze degli Yoruba: quelle che riguardano la filosofia, la medicina e il misticismo) attraverso la raccolta documentale e la trasmissione di questo antico sapere.

Fonte: Sancara.org

 
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Pubblicato da su 10 aprile 2012 in Uncategorized

 

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Senegal: Youssou N’Dour alla guida del dicastero di Cultura e Turismo del nuovo governo

Non è riuscito a diventare presidente come avrebbe voluto, ma ora è ministro. Il popolare cantante senegalese Youssou N’Dour sarà infatti alla guida del ministero della Cultura e del Turismo nel nuovo governo del Paese.

“Sono molto felice. E’ la democrazia che ha vinto” ha commentato la star africana a caldo.

L’esecutivo conta 25 membri, quasi la metà rispetto ai quaranta del precedente governo dell’anziano Abdoulaye Wade, battuto al secondo turno delle presidenziali da Macky Sall, al quale Youssou N’Dour ha dato il suo sostegno subito dopo essere stato escluso dalla competizione elettorale dal Consiglio Costituente.

Il nuovo esecutivo è stato formato ieri sera dal premier Abdoul Mbaye, ex banchiere senza precedenti legami con i partiti.

Fonte: Euronews

 
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Pubblicato da su 5 aprile 2012 in Uncategorized

 

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L’Unicef lancia l’allarme: «Nel Sahel un milione di bambini rischia di morire di fame»

Gravissime condizioni di malnutrizione per i piccoli dell’area, dove i disordini politici del Mali fanno crescere l’emergenza.
Almeno un milione di bambini rischia di morire per malnutrizione acuta grave. E il totale sale a 1 mlione e 600 mila se si prendono in considerazione anche tutti coloro che soffrono di malnutrizione cosiddetta «moderata». Sono loro l’anello più debole di una catena che intrappola circa 10 milioni di persone che nell’area del Sahel fanno tutti i giorni i conti con uno stato di «insicurezza alimentare». Per questo l’Unicef ha lanciato oggi in contemporanea in tutto il mondo la campagna «Dai l’allarme», con il doppio obiettivo di diffondere la consapevolezza su quanto sta accadendo nel cuore dell’Africa – una situazione che parrebbe inconcepibile ai giorni nostri nel mondo «moderno» e occidentale – e di raccogliere fondi a sostegno delle campagne di prevenzione portate avanti tutto l’anno dall’organizzazione.

L’ECATOMBE – I Paesi più fortemente colpiti dall’emergenza sono otto: gli interi territori di Ciad, Burkina Faso, Mauritania, Mali e Niger e le regioni settentrionali della Nigeria, Camerun e Senegal. In queste aree – spiega il presidente di Unicef Italia, Giacomo Guerrera -, la situazione è estremamente grave: i tassi di malnutrizione globale acuta sono pari o superiori al 10%; in Ciad e in molte regioni di Niger e Mauritania il tasso ha superato la soglia d’emergenza del 15%. Nel Sahel, la malnutrizione costituisce il più grave fattore di rischio di mortalità tra i bambini piccoli, contribuendo al 35% di tutti i decessi infantili annui nella regione. Ogni anno in quest’area muoiono 645.000 bambini, 226.000 per cause legate alla malnutrizione.

LA CRISI IN MALI – La malnutrizione dei bambini è effetto non solo dalla quantità e qualità del cibo disponibile: la maggior parte delle morti infantili è correlata anche alla mancanza di adeguati servizi di assistenza nutrizionale e medica, e di acqua potabile e condizioni igieniche di base. L’emergenza nutrizionale è inoltre aggravata dalla crisi in Mali dopo il colpo di stato di metà marzo, che aumenta l’instabilità nella regione e pone ulteriori rischi per le popolazioni sfollate, quelle rifugiate nei paesi confinanti e le comunità d’accoglienza presso cui si trovano sfollati e rifugiati.

LE SCORTE E IL FABBISOGNO – Negli 8 Paesi più gravemente colpiti l’Unicef ha già fatto recapitare scorte di alimenti terapeutici sufficienti fino al prossimo giugno. Si tratta di 132mila pacchi già stoccati in loco, a cui se ne aggiungeranno nei prossimi giorni e settimane altri 178 mila. «I nostri piani – spiegano all’Unicef – prevedono una prima fase di risposta d’emergenza con l’obiettivo di salvare il più alto numero di vite umane possibile. E una seconda che punta ad affrontare le cause strutturali che stanno alla base della malnutrizione». L’associazione collabora anche con il Programma alimentare mondiale (Wfp) per l’assistenza a 1,6 milioni di bambini affetti dalla malnutrizione «moderata». L’Unicef calcola che per i primi sei mesi dell’anno siano necessari 67 milioni di dollari, per l’attuazione dei diversi programmi; circa 120 per l’intero 2012. Finora solo 37,6 milioni sono stati ricevuti. Se la situazione non migliorerà, si stima che 15 milioni di persone avranno bisogno d’assistenza nel 2012.

Per ulteriori informazioni: www.unicef.it/sahel

Fonte: Corriere.it

 
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Pubblicato da su 4 aprile 2012 in Uncategorized

 

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On line l’archivio sulla vita di Nelson Mandela

Tutto su Nelson Mandela: on line i documenti, la corrispondenza privata, le foto, i diari dei 27 anni di carcere, gli appunti redatti mentre guidava la negoziazione che ha portato alla fine dell’apartheid in Sudafrica.

Il nuovo archivio multimediale, costato più di 2 milioni di euro, mette su internet l’eredità culturale del Premio Nobel per la pace.

“Ciò che i giovani probabilmente possono imparare utilizzando l’archivio”, ha detto il ministro della scienza e delle tecnologia Naledi Pandor, “è che si possono sostenere valori positivi con il modo in cui si vive la propria vita e con l’esempio”.

Pubblicati anche i manoscritti dell’ex presidente sud-africano, oggi 93enne, che da molti anni si è ritirato dalla vita politica attiva.

www.archive.nelsonmandela.org
www.google.com/culturalinstitute/nelson

Fonte: Euronews.com

 
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Pubblicato da su 2 aprile 2012 in Uncategorized

 

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Africa, quando una bicicletta fa la differenza

Quando le due ruote valgono oro. Accade in Africa, dove una bicicletta può davvero cambiare la vita di una persona. Dal ragazzo che deve percorrere ogni giorno chilometri e chilometri per andare a scuola, passando per l’infermiera o il medico che devono assistere un paziente, fino all’intera comunità che di colpo si trova collegata con altri centri abitati, anche un mezzo di locomozione così semplice può davvero fare la differenza. Con risultati ed effetti che vanno ad influire sulla microeconomia delle popolazione.

MODELLI ROBUSTI – Ad accorgersi della potenzialità della bici nel continente nero è statal’associazione World Bicycle Relief, ong con base a Chicago fondata nel 2005. Grazie ad esperimenti condotti in Sri Lanka prima e in Uganda e in Tanzania poi, ci si è resi conto che le due ruote possono far aumentare le entrate di una famiglia povera del 35 per cento. World Bicycle Relief, con l’aiuto di sponsor e produttori, ha distribuito più di 23 mila biciclette, scegliendo alcuni modelli abbastanza robusti per le strade disconnesse e in grado di trasportare merci ed equipaggiamenti medici. Beneficiari dell’iniziativa, medici, infermieri impegnati nella lotta all’Aids. Poi, studenti e insegnati che sono riusciti ad arrivare nelle loro scuole dimezzando i tempi di percorrenza.

MECCANICI & MICROCREDITO – Grazie a un programma portato avanti in Zambia si sono potuti formare molti meccanici che hanno imparato a riparare le biciclette e che hanno avviato una propria attività attraverso il microcredito. «Prima che mi insegnassero a sistemare le biciclette, non avevo idea di cosa avrei fatto nella vita. A 37 anni non sapevo andare in bici, né aggiustarne una. Oggi, guardatemi. Posso portare i miei figli a scuola e tutti nella comunità mi riconoscono come un esperto. Ho un’attività in proprio e non sono spaventato dal futuro» racconta Elijah. Insomma, grazie alle due ruote World Bicycle Relief sta portando avanti un programma di cambiamento sostenibile in Africa. Aiutare l’associazione è facile, basta andare sul sito: con 134 dollari (100 euro circa) si può donare una bicicletta, con 250 dollari (circa 190 euro) si può invece fare formazione a una persona per prepararla ad aggiustare le bici rotte.

Per maggiori info: http://www.worldbicyclerelief.org/

Fonte: Corriere.it

 
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Pubblicato da su 28 marzo 2012 in Uncategorized

 

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Elezioni Senegal: vince Macky Sall, Wade ammette sconfitta

Il Senegal volta pagina. Al termine delle elezioni presidenziali più turbolente degli ultimi anni, il vincitore è Macky Sall che ha battuto, al secondo turno, l’85enne Abdoulaye Wade.
Il presidente uscente ha ammesso la sconfitta. I risultati definitivi non si conosceranno prima di mercoledì, ma i media locali danno Sall in vantaggio in quasi tutti i seggi.

Lo scorso febbraio, il primo turno si era concluso con Wade in testa. Contro di lui, però, gli altri dodici candidati che avevano partecipato alla corsa e che al ballottaggio hanno garantito il sostegno a Sall. Oltre a loro anche il cantante Youssou N’Dour, escluso dalla competizione per mancanza di firme.
Ex delfino di Wade, Sall parla già da presidente e annuncia una nuova era per il Senegal: “Il vincitore è il popolo senegalese. Abbiamo dimostrato al mondo che la nostra democrazia è matura – ha detto – Io sarò il presidente di tutti senegalesi. La grandezza di questa vittoria, che assomiglia a un plebiscito, esprime gli immensi bisogni della popolazione”.
Macky Sall avrà poco tempo per festeggiare, in agenda c‘è la drammatica situazione delle finanze pubbliche e la crisi alimentare nel nord del Paese, dove circa 800.000 persone sono a rischio fame a causa delle siccità che sta colpendo la regione del Sahel.

Le congratulazioni di Wade, che era riuscito a modificare la Costituzione per potersi presentare per un terzo mandato, hanno fatto tirare un sospiro di sollievo al Paese che temeva violenze post-elettorali.

Fonte: Euronews.com

 
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Pubblicato da su 26 marzo 2012 in Uncategorized

 

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I film africani al FCAAAL 2012

Qui una selezione dei film africani presenti al Festival del cinema africano, d’Asia e d’America Latina inaugurata il 19 marzo 2012, a Milano.

Rouge ParoleElyes Baccar, Tunisia/Svizzera/Qatar, 2011, 94′ – Prima nazionale
Il film, utilizzando anche registrazioni amatoriali, descrive l’insurrezione del popolo tunisino, iniziata il 17 dicembre 2010 con il suicidio di Mohamed Bouazizi, che portò alle dimissioni e alla fuga del presidente Ben Ali, documentando il periodo fra il 18 gennaio e la fine di febbraio 2011.

> Twende Berlin, Upendo Hero, Dr. Farasi, Kenya/Germania, 2011, 80′ – Prima nazionale
Il documentario nasce attraverso un processo partecipato iniziato nel 2008 e promosso da artisti keniani e artisti non africani che vivono in Kenya. Nel 2009 viene lanciato il progetto Urban Mirror, che coniuga arte e spazi pubblici: da qui “nasce” la figura di Upendo Hero, il supereroe dell’amore (dal volto inequivocabile) e dello spazio pubblico che in questo documentario accompagna i musicisti keniani Ukooflani nel loro viaggio in Europa. L’idea di uno scambio culturale con artisti berlinesi prende ben presto forma in una vera e propria battaglia per la libera espressione artistica negli spazi pubblici, contro la diffusa gentrification delle città europee.

Always BrandoRidha Behi, Tunisia, 2011, 84′ – Prima nazionale
La tranquillità di un villaggio tunisino è sconvolta quando una troupe cinematografica americana si installa nelle vicinanze, trasformando la vita degli abitanti. Anis, un giovane con una stupefacente somiglianza con Marlon Brando, viene sedotto da false promesse di notorietà e ricchezza, e dall’impossibile sogno di diventare una star di Hollywood. L’idea risale al 2004 quando il regista incontrò Brando per proporgli un film. La malattia e la morte dell’attore interruppero la collaborazione. Anni dopo, e con diversi cambiamenti, Ridha Behi ha portato a termine il progetto.

> Africa nera, marmo bianco, Clemente Bicocchi, Italia/USA, 2011, 77′ – Fuori concorso
Brazzaville è l’unica capitale africana che porta il nome di un europeo, l’italiano Pietro di Brazzà. Attraverso l‘utilizzo di vari linguaggi narrativi, dal documentario d’archivio, alle marionette e all’animazione, il film racconta le vicende straordinarie dell’esploratore del 19° secolo, durante la sua vita ma anche oltre la morte. Difatti quando il dittatore miliardario del Congo propone di trasferirne le spoglie in un mausoleo gigantesco a Brazzaville, una discendente italiana di Brazzà scopre la verità nascosta dietro questa spettacolare iniziativa.

Per maggiori informazioni
www.festivalcinemaafricano.org

Fonte: Africa News

 
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Pubblicato da su 21 marzo 2012 in Uncategorized

 

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Al via la 22ma edizione del FCAAAL di Milano

Giunto alla 22ma edizione, torna a Milano, dal 19 al 25 marzo 2012, il Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina (FCAAL) l’unico festival in Italia interamente dedicato da più di vent’anni alla conoscenza della cinematografia, delle realtà e delle culture dei paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina con proiezioni di oltre 60 titoli suddivisi in 9 sezioni in 5 sale della città.

Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo, accurata selezione delle ultime produzioni di fiction provenienti da Asia, Africa e America Latina che privilegia le opere di giovani registi. I film sono tutti in prima nazionale. Tra i film più attesi: il pluripremiato Porfirio del colombiano Alejandro Landes, presentato alla Quinzaine di Cannes; dalla Cina Ufo in her Eyes della scrittrice e regista Guo Xiaolu (Pardo d’Oro Locarno nel 2009 con She, a chinese). Dalla Berlinale il maghrebino Mort à vendre di Faouzi Bensaidi e Aujourd’hui del franco-senegalese Alain Gomis, entrambi registi che hanno mosso al nostro festival i loro primi passi, partendo dal Concorso cortometraggi fino ad arrivare a vincere il festival: Faouzi con Mille mois nel 2004 e Gomis Premio del pubblico con L’Afrance nel 2002.

Concorso Documentari Finestre sul Mondo che vuole dar conto del meglio della produzione documentaria dei tre continenti. In prima nazionale l’ultima opera del documentarista cambogiano Rithy Panh, Duch le maitre des forges de l’enfer, ultimo capitolo di denuncia delle atrocità dei Khmer rossi dell’autore di S-21.

Concorso per il miglior film africano, in cui l’attenzione spazia dai giovani registi a quelli già affermati. Tra i titoli, un film dal Ruanda Matière grise di Kivu Ruhorahoza, primo tentativo di elaborazione del trauma post-genocidio con un linguaggio non realistico; dal festival di Toronto uno dei registi nigeriani – fuori dal coro di Nollywood – Akin Omotoso che in Man on Ground racconta gli episodi xenofobici in Sudafrica contro gli immigrati africani.

Concorso cortometraggi africani che propone corti di finzione e brevi documentari con l’intento di promuovere i giovani registi africani ai loro primi passi nel cinema e di mostare le nuove tendenze e le sperimentazioni. Da segnalare La dernière caravane del franco-maghrebino Foued Mansour, western sociale contemporaneo dove gli eroi sono gli operai che difendono il loro lavoro, A resident of the City di Adham El Sherif, vita da cani nella capitale egiziana.

Concorso Extr’A dedicato ad opere di cineasti italiani che si confrontano con altre culture e con le tematiche dell’immigrazione. Tra i titoli selezionati l’anteprima dell’ultima opera di Andrea Segre e Stefano Liberti, Mare chiuso, un documentario che testimonia con immagini inedite la dolorosa sorte degli immigrati respinti in mare e ricondotti in Libia in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi del 2009.

Tutti i film in concorso concorrono all’assegnazione di diversi premi per un montepremi totale di circa 50.000 euro. Tra i membri delle giurie ufficiali: il regista Marco Bechis, la distributrice iraniana Katayoon Shababi, l’artista cinese Ou Ning.

Dopo il successo dello scorso anno torna la Sezione Tematica “E tutti ridono… le più divertenti commedie da Africa, Asia e America Latina” selezionate con la collaborazione di Gino e Michele di Zelig. Quest’anno la sezione propone tre esilaranti commedie francesi girate da registi di origini africane. Tra i film, il recente travolgente successo in Francia (oltre un milione e mezzo di spettatori) della commedia Case départ dei franco-camerunesi Fabrice Eboué, Thomas Ngijol, Lionel Steketee.

Scarica il programma

Fonte: Africanews.it

 
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Pubblicato da su 19 marzo 2012 in Uncategorized

 

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