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Dakar Fashion Week 2012

Nella capitale senegalese è in corso la settimana dedicata alle passerelle: decine di modelle e di modelli sfilano mostrando il meglio delle collezioni di quest’anno.

L’alta moda di quest’anno punta tutto sulle stampe e le forme etniche, a cui alcune grandi case dedicano addirittura collezioni speciali (vedi Burberry Prorsum). Ma il vero etnico nasce qui, nella profonda Africa dove i colori sgargianti e le stampe geometriche sono tradizione e non scadono a fine stagione. Un viaggio sulle passerelle e nei dietro le quinte della Dakar Fashion Week, che regala immagini di abiti splendidi creati da stilisti senegalesi con budget minimi.

Per maggiori informazioni: www.dakarfashionweek.com/

Fonte: La Stampa

 
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Pubblicato da su 15 giugno 2012 in Uncategorized

 

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E’ on-line il nuovo sito di Four For Africa!

Foto, video e informazioni sulle attività dell’associazione e tutti gli aggiornamenti sulle iniziative promosse.

www.4forafrica.it

Guarda il video dell’ultima esperienza in Senegal dei volontari dell’associazione:

 
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Pubblicato da su 23 Maggio 2012 in Uncategorized

 

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Centro Giovanile di Niafourang: progettazione partecipata in Senegal

Il centro giovanile di Niafourang in Senegal, nasce su iniziativa di tre studenti d’architettura norvegesi, in collaborazione con i TYIN tegnestue, la Norwegian University of Science and Technology e la sponsorizzazione dello studio d’architettura Lund+Slaatto Arkitekter. Lo scopo é stato quello di mettere a disposizione della giovane popolazione locale, in condizioni economiche disagiate e colpita da un elevato tasso di disoccupazione, uno spazio di ritrovo con biblioteca e stanza per lo studio dotata di computer, e un’area esterna per eventi all’aperto.

Niafourang é un piccolo villaggio di circa 300 abitanti, situato a 800 metri dalla costa del Senegal meridionale, a meno di 4 chilometri dal confine con il Gambia. Nel Dicembre 2010, l’associazione “Amici di Niafourang” decide di promuovere un progetto con l’intento di migliorare le condizioni di vita nel villaggio, puntando a incentivare lo sviluppo del paese e creando nuove opportunità di lavoro. Da qui la collaborazione con i tre studenti della NTNU e l’inizio del “Progetto Niafourang” relativo alla realizzazione del centro giovanile, con l’obbiettivo di coinvolgere la popolazione locale sia nella fase di progettazione che di costruzione, col fine di ricreareun senso di appartenenza nella comunità e garantire una formazione di base in ambito costruttivo.

L’edificazione vera e propria, durata 10 settimane, ha incluso la partecipazione di gran parte degli abitanti che ha contribuito all’intera opera con entusiasmo e affrontando le difficoltà legate all’assenza di energia elettrica.

Il risultato finale é un edificio che oltre agli spazi inizialmente identificati come biblioteca e sala con computer, ospita un grande sala multifunzionale utilizzabile per scopi molteplici, e un livello superiore con terrazza coperta. Ancora una volta é stato dimostrato come sia possibile realizzare una buona architettura con mezzi semplici e fondi limitati, garantendo con interventi modesti dei servizi importanti per lo sviluppo sociale e culturale di intere comunità.

I materiali costruttivi sono stati in buona parte ricavati e lavorati artigianalmente sul sito, consentendo un notevole risparmio economico. La struttura di base prevede un basamento in calcestruzzo con pilastri in cemento armato e murature in blocchi di sabbia e cemento compressi,realizzati a mano con strumentazione locale. Pilastri e travi in legno compongono la zona porticata e il piano superiore dell’edificio, sormontato da una copertura in lamiera di alluminio ondulata su travetti. L’inclinazione e la geometria del tetto sono stati concepiti per garantire un’adeguata difesa dagli agenti atmosferici senza compromettere la ventilazione naturale interna. Listelli frangisole in legno, inclinati, svolgono la duplice funzione di parapetto per la terrazza al piano superiore e schermatura dai raggi solari, contribuendo al comfort interno dell’edificio.

Fonte: Architettura Sostenibile

 
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Pubblicato da su 30 marzo 2012 in Uncategorized

 

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Elezioni Senegal: Youssou Ndour sostiene Sall

Il presidente uscente del Senegal, Abdoulaye Wade, affrontera’ al secondo turno delle presidenziali il suo ex primo ministro passato all’opposizione Macky Sall. Lo ha annunciato la Commissione nazionale elettorale a Dakar. Wade ha ottenuto nelle elezioni di domenica il 34,85 % dei voti contro il 26,57% di Macky Sall. Terzo, un altro ex premier, Moustafa Niasse con il 13,20%. Data probabile per il secondo turno il 18 marzo.

Il cantante e oppositore senegalese Youssou Ndour ha annunciato oggi il suo sostegno a Macky Sall nel ballottaggio previsto per il 18 marzo, promettendo di fare campagna per lui affinche’ ”Wade se ne vada”. Youssou Ndour voleva presentarsi alle presidenziali del 26 febbraio, ma la sua candidatura e’ stata respinta dal Consiglio costituzionale. Il 21 febbraio e’ stato ferito a una gamba durante una manifestazione vietata a Dakar.

Fonte: Ansa

 
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Pubblicato da su 2 marzo 2012 in Uncategorized

 

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Proteste in Senegal, terzo manifestante ucciso dalla polizia

Amnesty International ha chiesto al presidente del Senegal, Abdulaye Wade, di porre sotto controllo le forze di polizia dopo che un terzo manifestante è stato ucciso e decine di altri sono stati feriti durante le proteste divampate in tutto il paese.

Alle origini della protesta è la decisione del Consiglio costituzionale dl Senegal, che il 27 gennaio ha autorizzato il presidente Wade a candidarsi per un terzo mandato alle elezioni previste alla fine di febbraio.

Il 1° febbraio un veicolo della polizia ha investito un gruppo di manifestanti in piazza dell’Obelisco, al centro della capitale Dakar. Un giovane studente, Mamadou Diop, è rimasto ucciso. Nei minuti successivi, la polizia ha aperto il fuoco per disperdere la folla e ha lanciato gas lacrimogeni contro i medici che erano accordi sul posto per soccorrere il ragazzo. Un candelotto di lacrimogeni ha spaccato il vetro posteriore dell’ambulanza su cui era stato caricato Diop.

Fonte: Amnesty International

 
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Pubblicato da su 3 febbraio 2012 in Uncategorized

 

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Senegal: Youssou N’Dour escluso dalle elezioni

Scontri a Dakar, opposizione incita. Ucciso poliziotto.

Un poliziotto è stato ucciso stanotte a Dakar nelle violenze scoppiate dopo la pubblicazione della lista dei candidati ammessi dal Consiglio costituzionale alle elezioni presidenziali di febbraio. Lo rendono noto fonti di polizia. “Hanno ucciso un poliziotto”, afferma il commissario Arona Sy, senza specificare le circostanze dell’evento verificatosi durante gli scontri tra polizia e giovani oppositori dopo la nuova candidatura del presidente Abdoulaye Wade.

Dopo l’annuncio del Consiglio costituzionale, gruppi di giovani su sono assembrati per ore in piazza dell’Obelisco, lanciando pietre contro la polizia, che ha risposto a colpi di gas lacrimogeno e manganello. I giovani, armati di spranghe di ferro, hanno anche dato fuoco a pneumatici e ingaggiato inseguimenti con la polizia nelle vie adiacenti alla piazza. Secondo i media locali, manifestazioni di dissenso si sono verificate anche in provincia: a Thies, Kaolack, Matam e Ourossogui.

Il Movimento del 23 giugno (M23), coalizione di partiti politici dell’opposizione e della società civile che contesta la candidatura del presidente uscente Abdoulaye Wade alle presidenziali di febbraio, ha fatto appello oggi ai senegalesi a “marciare sul palazzo della Repubblica” per “rimuovere” Wade. L’M23, “chiama il popolo senegalese sovrano a mobilitarsi per marciare sul palazzo presidenziale ed espellere Wade”, affermano dal Movimento dopo una riunione del direttivo.

Il cantante senegalese Youssou N’Dour, escluso dalla prossima tornata di febbraio per le elezioni presidenziali in Senegal dal Consiglio costituzionale, denuncia un ”colpo di mano” da parte dei Abdoulaye Wade. Un’azione con la quale il presidente uscente potra’ presentarsi alle elezioni per ottenere un terzo mandato. ”Sono e resto un candidato”, ha detto Youssou N’Dour, aggiungendo che ci sono ancora ”48 ore per l’appello” contro la decisione del Consiglio e che i suoi avvocati stanno lavorando. Anche perche’ – secondo N’Dour – ”non ci si puo’ fidare del Consiglio costituzionale”. Il Consiglio ha giustificato il suo rifiuto a convalidare la candidatura del cantante spiegando che N’Dour ”ha presentato un elenco di 12.936 elettori a sostegno della sua candidatura, e solo 8.911 firme sono state riconosciute valide”. Viceversa le firme necessarie sono almeno 10.000.

Fonte: Ansa

 
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Pubblicato da su 28 gennaio 2012 in Uncategorized

 

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Île de Gorée

L’isola di Gorèe, proclamata patrimonio dell’UNESCO nel 1978, è situata a circa 3 km al largo di Dakar a cui è collegata da traghetti che partono più volte al giorno. Ha un’estensione pari a 36 ettari, è lunga circa un chilometro e larga 300 m. Ha una piccola spiaggia, situata dentro il porticciolo.

I primi a colonizzarla furono i portoghesi, che nel 1444 vi fondarono un insediamento, mentre dal 1536 divenne una base per l’esportazione degli schiavi. I francesi ne presero controllo solo nel 1677.

La maggior parte degli edifici, in stile coloniale e circondati di bougainvillee, sono antiche residenze di governatori, funzionari, militari e impiegati delle compagnie, coinvolti nel commercio e nell’amministrazione coloniale e risalgono alla seconda metà del Settecento.
Con l’abolizione della schiavitù nel 1848, l’isola perse di importanza per gli europei, ma il suo porto mantenne un ruolo strategico e fu considerato il più importante della flotta navale francese sulle coste africane.

La famosa “Maison des Esclaves“, costruita nel 1776 dalla quale sono transitati milioni di africani strappati dalla loro terra d’origine per essere deportati nelle Americhe, ospita oggi il museo più visitato del Senegal e simbolo delle sofferenze inflitte al popolo africano durante i secoli del commercio di uomini verso il Nuovo Mondo.

Attualmente l’isola vive prevalentemente di turismo e commercio. Offre un buon numero di punti di ristoro dove poter gustare un ottimo piatto di riso con pesce o gamberi alla griglia. Gli abitanti sono circa 2.000, in prevalenza di religione musulmana, con una forte percentuale di cattolici e con una significativa presenza di artisti: pittori, scultori, musicisti.

Per continuare la visita e ammirare dall’alto il panorama dell’intera isola ci si può spostare verso sud, dove si trova il Castel, costruito nel XVII secolo e rimaneggiato nel corso della storia con l’aggiunta di diverse fortificazioni. Da qui si possono ammirare i dipinti e le opere dei pittori residenti sull’isola.

Merita anche un passaggio la Chiesa di San Carlo Borromeo, costruita nel 1830 dove a Natale e nelle principali feste viene celebrata la funzione religiosa accompagnata dai canti e dalle percussioni di tamburi djembe.
L’isola si può girare da soli, anche se è cosigliabile procurarsi una guida locale per comprendere meglio la storia dell’isola. Il prezzo del tour ovviamente è da contrattare!

 
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Pubblicato da su 25 gennaio 2012 in Uncategorized

 

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Bandiere a mezz’asta e negozi chiusi Firenze piange la strage dei senegalesi

Annullate tutte le cerimonie istituzionali. Il sindaco Matteo Renzi: «Questo è un dolore di tutta la città»

Bandiere a mezz’asta, cerimonie istituzionali annullate e negozi con le serrande abbassate per dieci minuti (dalle 12 alle 12.10). Oggi è la giornata di lutto cittadino. Firenze piange per la strage dei senegalesi. Anche i banchi del mercato di San Lorenzo hanno chiuso appendendo un cartello: «No al razzismo! Si chiude in segno di solidarietà alle vittime del razzismo».

A proclamarlo è stato il sindaco Matteo Renzi, che ieri ha deciso di annunciarlo sulla sua pagina Facebook: «Firenze è scossa dal gesto solitario di un killer, Gianluca Casseri, folle e senza pietà». Il sindaco nel pomeriggio si era recato anche in prefettura e più tardi, sempre sul social network aveva aggiunto: «Ho parlato con il Ministro per la cooperazione Andrea Riccardi (che oggi, nel pomeriggio, verrà a Firenze, in Palazzo Vecchio). Non è il momento della speculazione e come mi ha detto il leader dei senegalesi fiorentini Pap Diaw «vogliamo giustizia, non vendetta». Invito tutti a mantenere la calma, rispettando il dolore di queste ore. Il lutto cittadino sarà l’occasione per una riflessione sulla follia xenofoba e sul come combatterla».

Il sindaco, durante una conferenza stampa, aveva detto: «Oggi (ieri, ndr) è un giorno che Firenze non avrebbe mai voluto vivere, un giorno di dolore incredibile» sottolineando che «un killer xenofobo ha distrutto non solo delle vite umane, ma ha seminato la disperazione in un’intera comunità, che non è solo quella senegalese ma è tutta quella fiorentina». «Credo sia giusto – ha proseguito il sindaco – che i cittadini fiorentini si facciano carico di un piccolo gesto di attenzione che è quello, non soltanto di consentire la sepoltura secondo i riti previsti dell’imam che domani sarà con noi in Palazzo Vecchio assieme al ministro Riccardi, ma anche delle spese per rimpatriare le salme».

«L’atto xenofobo e criminale di questo folle – ha aggiunto, riferendosi all’omicida Gianluca Casseri -, lucido nella sua follia, ha colpito al cuore Firenze. Siamo di fronte a un gesto di una persona che ha evidenti stampi razzisti e xenofobi. Siamo comunque di fronte a un gesto solitario: non siamo davanti a un sommovimento di centinaia di persone che mettono a ferro e fuoco una città, ma di un uomo che nella sua assoluta follia xenofoba decide di uccidere a colpo sicuro. Io – ha continuato – non vedo analogie tra le vicende di Torino con questa di oggi a Firenze: sono cose diverse». Ai giornalisti infine che gli hanno chiesto se parteciperà alla manifestazione che la comunità senegalese ha indetto per sabato prossimo, Renzi si è limitato a rispondere: «Vediamo come è organizzata».

L’incredulità è tanta in tutte le sedi istituzionali locali: «E’ un gesto efferato e sconvolgente», dice il governatore Enrico Rossi. Tanto che secondo il presidente della Regione «la vicenda sembra per certi aspetti avere analogie con quella di Oslo. Bisognerà capire bene il quadro entro cui è maturata una cultura di questo tipo. C’è da chiedersi se non ci siano state da parte di tutti sottovalutazioni di certe espressioni culturali che alimentano xenofobia e razzismo e di circoli che ne fanno espressamente il motivo della loro organizzazione e della loro attività».

Fonte: Corrierefiorentino.it

 
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Pubblicato da su 14 dicembre 2011 in Uncategorized

 

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Cena Etnica @ Il Fischietto

Grande partecipazione anche per il terzo appuntamento gastronomico organizzato da Four For Africa ieri sera. Questa volta la Cena Etnica si è svolta al ristorante Il Fischietto, che ha gentilmente messo a disposizione la sala.
Amy e Khoudia, le due cuoche, hanno cucinato tutto il giorno per mettere a tavola circa 70 persone che hanno potuto gustare un menù tipicamente senegalese:

  • Yassa poulet: riso, pollo e verdure
  • Cebu yap: riso, manzo e verdure
  • Vermicelles: pasta corta, pollo e verdure

Al termine della cena sono stati serviti alcuni succhi tipici del Senegal tra cui il bissap.

Cebu Yap - riso con manzo e verdure

Durante la serata si è esibita la Four For Africa Big Band, seppur in formazione ridotta, che ha eseguito alcuni pezzi del proprio repertorio funky – afrobeat; per l’occasione hanno suonato Mamadou “Elhadj” Diop al djembè, suo fratello Ibrahima Diop al dum dum e Andrea Ermini, sempre al djembè.

Tra i partecipanti anche il presidente della comunità senegalese Mbaye Diop, che ha colto l’occasione per ringraziare l’associazione per l’impegno concreto verso una maggiore coesione e cooperazione tra l’Italia ed il Senegal.

La cena sembra aver soddisfatto tutti e la serata è trascorsa allegramente tra musica, cibo e parole; un bell’evento che ci auguriamo ancora di replicare.
Tutte le foto sono pubblicate sulla pagina Facebook di FFA e su Flickr.

Il ricavato della cena andrà a finanziare il progetto di un distretto sanitario a Gappo, nella provincia di Djourbel, villaggio situato nel cuore del Senegal. La struttura sarà ufficialmente inaugurata il prossimo 4 gennaio, in concomitanza con un viaggio organizzato da Four For Africa in Senegal.

 
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Pubblicato da su 12 ottobre 2011 in Uncategorized

 

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