RSS

Archivi tag: turismo africa

Vieni in Africa con noi

container6

Il turismo responsabile è un modo sostenibile di visitare aree naturali che conservano ancora l’ambiente, cercando di tutelare il benessere delle popolazioni locali attraverso la convivenza con culture talvolta molto diverse dalla propria. Consiste pertanto nel viaggiare consapevolmente nel rispetto e nella comprensione degli usi e costumi dei luoghi, senza tuttavia trascurare le proprie abitudini, rendendo la diversità un valore e un motivo di dialogo.

Four For Africa onlus organizza, due volte all’anno, viaggi in Senegal aperti a tutti coloro che vogliono superare i modelli di turismo consumistico fine a se stesso e sviluppare una disponibilità di adattamento alle culture delle zone ancora oggi incontaminate e fortemente legate alle proprie tradizioni.

Scarica il programma del viaggio 2014

Per tutti coloro che fossero interessati, scriveteci a info@4forafrica.it

video_viaggio3

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 25 giugno 2014 in Uncategorized

 

Tag: , ,

Lalibela in Etiopia, la Gerusalemme Cristiana d’Africa

download

Polemiche a Lalibela, la città santa d’Etiopia, per il biglietto d’ingresso che ora costa 950 birr.

Oggi la lista dell’Unesco arriva a contare quasi 1.000 siti, tutti protetti dall’organizzazione dell’ONU perché patrimonio mondiale dell’Umanità; ma quando fu stilato il primo elenco, era il 1978, i siti erano solo 12. Tra questi c’era anche la città santa di Lalibela in Etiopia.

La costruzione delle 11 chiese rupestri di Lalibela, scavate nella roccia tufacea, costruite senza muratura, né pietre né legname e collegate fra loro da cunicoli, fu iniziata alla fine del XII secolo dal re Gadla, che dopo la presa di Gerusalemme da parte del Saladino, decise di fondare una seconda Gerusalemme nella sua capitale, Roha, che divenne centro di grandi pellegrinaggi. Wikipedia.

Ovvio che con questa storia alle spalle, nel corso del tempo siano nati miti e leggende, come quello che vuole che alla progettazione di queste chiese, rappresentazioni di luoghi santi di Gerusalemme, abbiano partecipato anche i Templari, o che a Lalibela, per quasi 100 anni, rimase nascosta l’Arca dell’Alleanza.

11 templi divisi in 2 gruppi, separati da un canale artificiale che nelle intenzioni dei progettisti, deve rappresentare il fiume Giordano. Tra questi 11 templi, il più famoso e Bet Giorgis, il tempio di San Giorgio, dalla caratteristica pianta a croce greca, ripreso nella fotografia qui sotto.

Se fino a qualche tempo fa arrivare a Lalibela non era così semplice, anche per i tanti conflitti che hanno interessato il paese, oggi la città è meta del turismo internazionale, che le sta regalando un relativo benessere. Ma con i soldi dei turisti, sono arrivate anche le polemiche, rispetto allo stato di conservazione del sito, e ai costi.

Si perché per visitare Lalibela, come anche per visitare San Pietro (16 euro) o la Cattedrale di San Paolo a Londra (19,5 euro), occorre pagare il biglietto. Solo che il costo di questo biglietto nel 2013 è stato triplicato, passando da 350 birr (13 euro al cambio attuale) a 950 birr (36 euro). Unica consolazione, è che il biglietto, valido per visitare tutti e gli 11 templi, vale per 4 giorni.

Fonte: Traveloblog

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 13 febbraio 2014 in Uncategorized

 

Tag: , , ,

Dormire in una baraccopoli di lusso in Sud Africa

829094-luxury-shanty-town-620x350

Esperienza forte, in ambito sicuro? Provocazione, ma anche un modo di riconvertire un disagio in risorsa, quella della “Baraccopoli di lusso”?
Non bisogna essere dei fini sociologi per immaginare, anche solo per sommi capi, la vita in una baraccopoli, città nelle città che con la loro esistenza, con il loro occupare e autogestire gli spazi, denunciano gli sprechi e le ingiustizie del sistema.

L’Immobiliare Emoya reinventa questi luoghi e ne fa un resort di prestigio, adatto a tutti, anche ai più piccoli, applicando una sorta di esposizione della povertà spudorata (l’ha definita, infatti, poverty porn, porno povertà, il commentatore satirico americanoStephen Colbert).

L’Emoya Hotel si presenta con le tipiche capanne, costruite con materiali di risulta, ad esempio i tetti e le pareti di lamiera ondulata, che nella realtà tendono a raggiungere altissime temperature sotto il sole. Ma il turista intenzionato a sperimentare la vita in una baraccopoli delSud Africa, nel caso di Emoya, verrà insediato “in un ambiente sicuro”, la tenuta che porta lo stesso nome, con spazi dotati di ogni comfort, di solito preclusi ai veri abitanti di una baraccopoli, come acqua corrente, elettricità e connessione internet Wi-Fi. Non manca un riscaldamento che attraversa il pavimento.
Il sito di Emoya non usa ipocrisie quando spiega:

“Milioni di persone vivono in insediamenti informali in tutto il Sud Africa. Questi insediamenti sono costituiti da migliaia di case noto anche come Baracche, Shantys o Makhukhus”

Chiaramente le camere conservano un ambiente spartano, per continuare a regalare l’illusione di una vera bidonville. Il resort può ospitare fino a 52 persone, e si trova all’interno di una riserva di caccia.

Fonte: Travelblog.it

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 25 novembre 2013 in Uncategorized

 

Tag: , , ,

Africa: in crescita il settore del turismo

Sudafrica-Durban-300x174

E’ pari a poco meno di 26,5 miliardi di euro, il volume d’affari raggiunto lo scorso dal settore turistico in  sub-sahariana.

Lo rivelano i dati contenuti in un rapporto della Banca Mondiale, che evidenzia come questo settore abbia contribuito direttamente alla formazione del 2,8% del prodotto interno lordo complessivo dei paesi della regione.

Le persone che si sono recate in Africa per motivi legati al  sono state 33,8 milioni, in nettissima crescita rispetto ai 6,7 milioni del 1990.

A sottolineare l’importanza del turismo per lo sviluppo economico dei paesi del continente, la Banca Mondiale ricorda come in Africa sub-sahariana un posto di lavoro ogni 20 sia legato in qualche modo alle attività del settore. Attualmente, tra posti di lavoro diretti ed indiretti, sono 13,1 i milioni di persone impiegate, alle quali potrebbero aggiungersene altri 6,2 milioni entro i prossimi otto anni.

Nel rapporto viene inoltre ricordato come le grandi catene alberghiere internazionali abbia già riconosciuto l’alto potenziale di crescita del settore e soltanto lo scorso anno sia aumentato del 23% il numero di stanze disponibile nel settore alberghiero.

Tra i paesi che maggiormente hanno investito sullo sviluppo del turismo, adottando anche politiche volte a favorirne la crescita e liberalizzando il traffico aereo, figurano Capo Verde, Kenya, Mauritius, Rwanda, Sudafrica e Tanzania.

Fonte: Atlasweb.it

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 7 ottobre 2013 in Uncategorized

 

Tag:

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: