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La sessualità in Africa

06 Feb
sessualita_africa
Fino a qualche tempo fa il sesso, in molte zone dell’Africa, era considerato solo un mezzo per generare figli, si faceva quando serviva e con la massima riservatezza. Il termine “amore” non aveva una definizione, né una spiegazione logica. Se ne conosceva l’esistenza, si sapeva che era potente, ma veniva considerato una forza negativa.
Le dinamiche sociali all’interno di specifici villaggi sono molto complesse e dipendono dall’ancestrale cultura della tribù d’appartenenza. Le cerimonie hanno una funzione molto importante nella civiltà africana ed in certe culture animiste si considera l’orgasmo una manifestazione degli spiriti benevoli.
Già nell’antico Egitto si narrava la leggenda che Ra, Dio del Sole, masturbandosi, si era evirato. Dal suo fallo erano cadute alcune gocce di sangue che hanno dato vita al Dio dell’Aria Shu e a Tfnut, Dea dell’Umidità.
I ragazzi appartenenti a certe culture, accettano la circoncisione senza problemi perché fa diventare uomini e li avvicina al Dio egizio Ra, il primo circonciso. È forse per questo che, in alcune culture, le donne non possono rifiutare di avere rapporti con i giovani da poco circoncisi, che sono autorizzati a sfogare il loro istinto represso. Infatti si pensa che l’unione tra un circonciso ed una donna debba essere considerato un rapporto sessuale sacro.
I rapporti sessuali non sono quasi mai paritari tra uomo e donna, in alcune zone dell’Africa sono gli uomini a scegliere e ad avere la supremazia sulla donna. In altre è la donna ad avere un’indubbia supremazia sociale nelle tribù e quasi tutto va a discapito degli uomini, anche in materia di sesso.
La sessualità non è un tabù nella maggior parte delle zone dell’Africa; sono gli anziani del villaggio a dare lezioni di sessualità ai bambini sia teoriche che pratiche. Spesso il sesso è praticato in pubblico senza particolari pudori e mostrarsi nudi non è così disdicevole come nella cultura occidentale. I legami e i rapporti omosessuali sono generalmente praticati alla stregua e con una frequenza non troppo differente dai legami e dai rapporti eterosessuali.
I preliminari sono praticamente assenti nella cultura africana. Probabilmente per ragioni sia culturali che religiose, che vogliono limitare al minimo l’eccitamento sessuale della donna. L’esempio massimo è dato dalla pratica dell’infibulazione (mutilazione del clitoride e delle piccole labbra) purtroppo ancora oggi diffusa in diversi villaggi dell’Africa.
Oggi in Africa il sesso è sempre più praticato fra i giovani, ma spesso senza l’educazione adeguata con il conseguente dilagare di malattie sessualmente trasmissibili quale l’AIDS.

Lo sapevi che…

  • In alcuni villaggi vige una sorta di jus prime noctis, ovvero l’obbligo inderogabile del capo di accoppiarsi con tutte le vergini arrivate alla maturità. Nessuna donna può sposarsi se non è stata deflorata da lui.
  • In molti paesi di origine araba si pretende il certificato medico dal quale risulti che la ragazza arrivi illibata al matrimonio e in perfette condizioni fisiche. Per essere certi di questo i parenti dello sposo ricorrono al sistema del bagno pubblico dove la ragazza, accompagnata dalla madre e dalle sorelle, si mostra nuda alle parenti dello sposo, le quali infine daranno il responso.
  • In alcune zone durante la festa in onore degli spiriti, le donne si avviano al fiume e dopo essersi purificate si accoppiano con gli uomini dedicando l’amplesso agli spiriti che proteggono la loro fecondità.
  • Un tempo, una donna su dieci era destinata a diventare la moglie di tutti o “donna del villaggio”. Questa donna era tenuta in grande considerazione ed aveva l’obbligo di vivere a turno con uomini diversi, dai quali aveva figli che diventavano proprietà di tutti.
  • In alcune culture invece prima del matrimonio, l’uomo deve andare a letto con la futura suocera.
  • La violenta pratica dell’infibulazione viene tutt’oggi effettuata in molti paesi dell’Africa islamica. La cosa è resa ancora più crudele se si pensa che sono le donne anziane del villaggio a praticare le mutilazione alle giovani.
  • Forse non tutti sanno che il culto del serpente è diffuso in tutto il paese. Esistono in particolare alcune etnie che sono votate al culto del pitone. Le donne che lo praticano convivono letteralmente insieme ai serpenti condividendo il letto, la casa e sperimentando diversi giochi erotici. Queste donne sono le sacerdotesse del culto e come tali sono loro che scelgono l’uomo con cui accoppiarsi. Se lo sventurato si dovesse rifiutare o non riuscire nel rapporto, le donne inducono il pitone ad ucciderlo istantaneamente.

Fonte: www.direaigiovani.it

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Pubblicato da su 6 febbraio 2014 in Uncategorized

 

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